[ BNPL per il Business ] Startup fintech e insurtech 2024: in Italia l’ecosistema è in fase di consolidamento

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Nonostante l’inizio del 2024 si sia distinto per un raffreddamento nei finanziamenti destinati alle startup fintech e insurtech italiane, i ricavi sono in crescita ed è a buon punto l’adozione di nuove tecnologie. Ecco perché l’ecosistema si sta consolidando e quale sarà il suo futuro.

Il settore finanziario e assicurativo assiste da anni a una trasformazione radicale, alimentata dall’ascesa di tecnologie innovative e dall’emergere di nuovi modelli di business che promettono di rendere i servizi più accessibili, efficienti e personalizzati. Al centro del movimento si trovano le startup Fintech e Insurtech, le quali stanno riscrivendo le regole del gioco, affiancando e in qualche caso sfidando i colossi tradizionali e offrendo soluzioni adatte a consumatori e aziende moderni.

L’Italia con il suo ricco patrimonio culturale, terreno fertile nel corso dei secoli di grandi invenzioni e leader, e la sua forte tradizione imprenditoriale, non si è ancora affermata come contesto dominante nel settore Fintech e Insurtech nel panorama europeo. Probabilmente per le tante sfide poste da un quadro economico complesso e della scarsa presenza di investitori internazionali.

In queste difficoltà strutturali, il tratto distintivo delle startup italiane è la loro tendenza a concentrarsi maggiormente sui modelli rivolti ad intermediari finanziari o a imprese piuttosto che sul consumatore finale (B2C).

Questa scelta riflette una strategia mirata a sfruttare le opportunità offerte dalle esigenze specifiche degli intermediari, che spesso cercano soluzioni innovative per ottimizzare i propri processi finanziari e assicurativi. Inoltre, permette alle startup di interfacciarsi direttamente con clienti che hanno capacità di spesa più elevate ed esigenze complesse, offrendo servizi personalizzati che possono variare dalla gestione del rischio alla digitalizzazione dei pagamenti, fino alla cybersecurity.

Nel 2023 l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano fornisce un quadro con certe zone di ombra come il funding che fatica a decollare e altre di luce, come ad esempio la crescita del 60% dei ricavi YoY.

Startup fintech e insurtech 2024 in Italia: il consolidamento

In generale stiamo assistendo ad una fase di consolidamento. I numeri ci dicono che, diversamente dagli anni passati, dove abbiamo sempre assistito ad aumento quantitativo delle startup, nel 2023 il numero di realtà Fintech & Insurtech italiane è rimasto stabile con 622 unità. Che messaggio se ne ricava? Sicuramente una maggiore attenzione verso la qualità e la resilienza da parte delle imprese esistenti, con realtà che provano a prosperare cercando sinergie con altri attori finanziari e industriali, o rendendosi conto del momento giusto per lasciare il campo, qualora il loro modello di business non trovi una valida conferma sul mercato.

La maturazione dell’ecosistema fintech e insurtech

Tale dinamica indica una progressiva maturazione dell’ecosistema fintech e insurtech italiano, che si avvia verso una fase di crescita più sostenibile e ponderata. Le startup che emergono in questo contesto sono quelle che non solo presentano innovazioni tecnologiche di rilievo ma riescono anche a dimostrare una chiara sostenibilità economica e capacità di inserimento nel tessuto produttivo e sociale. La maturazione del mercato si riflette anche nella tipologia di servizi offerti e nei modelli di business adottati, che diventano sempre più sofisticati e allineati alle esigenze di un pubblico sia nazionale che internazionale. La sfida ora è mantenere questa crescita, nonostante le incertezze economiche globali e un panorama competitivo sempre più affollato.

Startup fintech e insurtech 2024: il calo dei finanziamenti

In linea con il trend che ha caratterizzato tutto il settore a livello globale, il 2023 e questo inizio di 2024 si sono distinti per un evidente raffreddamento nel flusso di finanziamenti destinati alle startup Fintech e Insurtech italiane. L’ammontare complessivo dei capitali raccolti ha visto una contrazione significativa rispetto agli anni precedenti (-81% rispetto al 2022). Una condizione che si traduce in sfide ulteriori per le startup che cercano capitali per sostenere la loro crescita. Molte sono infatti (circa 50%) le startup Fintech & Insurtech italiane alla ricerca attiva di funding principalmente per affrontare spese di ricerca e sviluppo, investimenti in marketing o espansione in nuovi mercati.

La diminuzione degli investimenti riflette una maggiore prudenza da parte degli investitori, che in tempi di incertezza economica diventano più esigenti, prediligendo progetti con modelli di business consolidati e prospettive di ritorno sull’investimento più chiare. Di conseguenza, le startup sono chiamate a dimostrare non solo innovazione tecnologica, ma anche solidità finanziaria e una chiara visione strategica di lungo termine.

In crescita i ricavi, il 35% ha raggiunto il break-even

Nonostante il contesto sfidante e le difficoltà ad accedere ai capitali, ci sono diversi segnali positivi che emergono dal settore. In primo luogo, i ricavi che testimoniano comunque la potenzialità di crescita del settore e finalmente la profittabilità, con il 35% delle startup che ha già raggiunto il break-even. Spesso ci si interroga sull’effettiva sostenibilità economica delle proposte Fintech e il dato è sicuramente rilevante, indice del fatto che le startup italiane, non avendo le spalle coperte dai VC si impegnano per generare un business sostenibile con una gestione attenta delle risorse.

Inoltre, in risposta alle sfide del mercato e alla necessità di distinguersi in un settore competitivo, le startup Fintech e Insurtech italiane hanno dimostrato una notevole capacità di adattamento e innovazione. Un esempio è rappresentato dall’adozione della Generative AI (19% delle startup), che sta trovando applicazione in una gamma sempre più ampia di servizi, dalla personalizzazione delle offerte assicurative alla creazione di chatbot avanzati per il servizio clienti, fino allo sviluppo di sistemi predittivi per la gestione del rischio.

Questo interesse verso le tecnologie emergenti non è solo una risposta alle esigenze del mercato ma rappresenta anche una strategia proattiva per posizionarsi all’avanguardia nell’innovazione, attrarre talenti e capitali, e offrire soluzioni che si distacchino dalla concorrenza.

Startup fintech e insurtech: quale futuro?

Guardando al futuro, le startup Fintech e Insurtech individuano alcune priorità per la propria crescita. In primo luogo, la capacità di stabilire partnership strategiche, essenziali per espandere la rete di contatti e sfruttare sinergie. Parallelamente, l’accesso ai finanziamenti resta un fattore cruciale, necessario per sostenere gli investimenti in innovazione e internazionalizzazione. Inoltre, la complessità della regolamentazione è percepita come una sfida rilevante, soprattutto per le realtà prive di adeguate risorse legali per gestire in maniera agevole i requisiti normativi. A tal proposito, un dialogo costante con le autorità potrebbe contribuire a ridurre gli oneri.

Un altro auspicio per i prossimi anni è di superare i confini nazionali e di competere sul mercato internazionale, almeno a livello europeo con una regolamentazione armonizzata. Ad oggi solamente il 40% delle realtà ha clienti internazionali, un dato che riflette il cospicuo accesso limitato a reti di investitori internazionali e le culturali e in qualche caso regolatorie che possono rendere più complessa l’espansione in nuovi mercati.

In conclusione, nonostante le sfide aperte, il settore Fintech e Insurtech in Italia mostra segnali di forte vitalità e potenziale di crescita. La capacità di adattarsi, innovare e collaborare sarà determinante per sfruttare al meglio le opportunità del futuro.

(Fonte: Claudio Garitta | EconomyUp)

 

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