[BNPL for Business] Nel guado il digitale B2B italiano, Mangiaracina: “Sulla e-fattura rischiamo di ripartire da zero”

Siamo primi per fatturazione elettronica ma le nuove direttive Ue potrebbero impattare negativamente: “Dobbiamo lavorare per difendere gli investimenti effettuati”. Grave ritardo sull’automazione dei pagamenti. Solo un’azienda su tre emette documenti di trasporto digitali, una modalità che permetterebbe di risparmiare 58 minuti e 22 euro per ogni ciclo ordine-pagamento. Cresce l’e-commerce di prodotto, ma vale appena il 21% del transato tra imprese.

La digitalizzazione nel B2b procede a due velocità: da un lato gli obblighi normativi ci hanno portati a essere primi in Europa per la fatturazione elettronica, dall’altro l’adozione spontanea di soluzioni digitali nelle imprese fatica a procedere. Sul primo fronte siamo così avanti rispetto all’Europa che ora paradossalmente le Direttive rischiano di obbligarci a ripartire da zero, su altri siamo così indietro da faticare a competere alla pari con le imprese europee. Dobbiamo lavorare in modo unito per difendere gli investimenti già effettuati mettendo in luce i benefici derivanti dalle nostre soluzioni e spingere in modo deciso sull’acceleratore per colmare i gap rispetto ad altri Paesi”.

Ad affermarlo è Riccardo Mangiaracina, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Digital B2b, in occasione della presentazione della nuova ricerca dell’Osservatorio Digital B2b della School of Management del Politecnico di Milano.

Italia in ritardo nei DdT elettronici e indietro nell’e-commerce di prodotto

L’indagine rivela che, nella digitalizzazione delle relazioni B2b, l’Italia vive un vero e proprio paradosso: prima in Europa nella fatturazione elettronica e nella conservazione digitale, ma in grave ritardo nei Documenti di Trasporto elettronici e nell’eCommerce B2b. Infatti, solo il 35% delle imprese italiane emette Documenti di Trasporto digitali e solo il 22% li riceve. Eppure, i benefici della digitalizzazione di questa fase intermedia del ciclo dell’ordine sono evidenti: se in Italia si introducesse un obbligo generalizzato di trasmissione dei DdT in formato elettronico strutturato si otterrebbe un risparmio di 18 miliardi di euro, in gran parte grazie a un aumento di produttività (99,7%), oltre che a una riduzione di materiali (0,2%) e del tempo di ricerca in archivio (0,1%).

L’e-commerce B2b di prodotto, cioè il valore delle transazioni in cui l’ordine viene scambiato in formato digitale, nel nostro paese ha raggiunto il valore 265 miliardi di euro nel 2023, in crescita del +10% rispetto al 2022, ma pari ancora solo al 21% del transato B2b italiano nelle filiere di prodotto. E, ad oggi, solamente il 42% delle imprese ha almeno uno strumento di e-commerce già avviato.

Budget ancora bassi per il Digital B2B

Guardando ai prossimi 12 mesi, le priorità per le imprese sono chiare: gli investimenti in tecnologie per il Digital B2b si concentreranno su sistemi di gestione elettronica documentale (per il 35%), cloud (22%) e sistemi Erp (19%). Ma un terzo delle aziende investirà meno dell’1% del fatturato e solamente lo 0,4% ha allocato un budget che supera il 10% del fatturato: numeri troppo bassi per soluzioni integrate che siano alla base della strategia di digitalizzazione dell’impresa.

L’e-commerce B2b: il 48% delle imprese è un “infante”

Le diverse soluzioni di e-commerce B2b adottate dalle imprese dipendono dalla combinazione delle funzionalità del sito, dall’importanza di questo nella strategia aziendale, dall’organizzazione interna e dall’integrazione tecnologica.

Il 48% delle imprese italiane ha un approccio da “infante”, con iniziative semplici di siti vetrina o punti di raccolta di richieste d’ordine. Il 31% è “adolescente”, con un buon grado di consapevolezza sull’importanza dei nuovi canali nella relazione con i clienti B2b, ma arretrato sul fronte organizzativo e tecnologico. Il 21% è “adulto”, con hub per tutte le fasi del ciclo esecutivo, dall’emissione dell’ordine al relativo pagamento, integrando servizi avanzati di reportistica o di personalizzazione e visualizzazione dei prodotti tramite realtà virtuale. Questi step non sono necessariamente obbligatori: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un sito vetrina o transazionale in cui il pagamento e la logistica sono gestiti in modo non integrato, in altri servono configurazioni evolute a cui arrivare anche senza essere passati per quelle meno mature.

I vantaggi dell’automatizzazione

Tra le tecnologie B2b future, il 9% delle imprese intende introdurre strumenti di Robotic Process Automation per automatizzare i processi aziendali. Ad oggi solo il 10% delle imprese italiane li ha introdotti. In uno scenario automatizzato nel ciclo ordine-pagamento, con una gestione digitale dei principali documenti esecutivi e l’introduzione di robot per l’automazione delle attività più ripetitive e standardizzabili, i vantaggi sono evidenti: si stima un risparmio di 58 minuti e 22 euro per ogni ciclo, ossia un beneficio pari al 52% della performance di partenza. Un vantaggio particolarmente evidente nella gestione delle fatture (-86% in termini di tempo) e delle non conformità (-74%).

(Fonte: CorCom)

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