[BNPL for Business] Il ruolo del private debt nello sviluppo delle PMI tra digitalizzazione e consolidamento

Le PMI italiane si trovano dinanzi alla duplice sfida del consolidamento di mercato e della digitalizzazione. Cambiamenti che, considerate le difficoltà di accesso ai tradizionali canali bancari, possono vedere il private debt giocare un ruolo cruciale

a cura di Eurazeo

Nel panorama finanziario italiano, il private debt sta emergendo come un potente strumento di supporto per le piccole e medie imprese (PMI) in alternativa al canale bancario tradizionale. François Lacoste, Managing Partner e Head of Private Debt di Eurazeo, ci fornirà una panoramica del potenziale del private debt, integrando i temi della digitalizzazione e del consolidamento settoriale, due fattori cruciali per il futuro delle PMI italiane.


Il contesto attuale del private debt

Negli ultimi anni, i differenti regolatori e la Banca Centrale Europea (“BCE”) hanno reso sempre piu onerosa e complessa l’attività di finanziamento dei leveraged buyout da parte delle banche. In particolare, la BCE e Basilea 3 hanno aumentato i requisiti patrimoniali per l’attività di finanziamento da parte delle banche, rendendo sempre piu oneroso effettuare prestiti da parte degli istituti creditizi tradizionali. 

Questo cambiamento ha reso più difficile per le PMI accedere ai finanziamenti bancari, spingendo le stesse a rivolgersi al private debt per finanziare acquisizioni e piani di crescita. 

Nei principali Paesi europei (Francia, Germania, Regno Unito), i quali godono di un sistema finanziario più sofisticato e meno bancocentrico, il private debt rappresenta già la via preferenziale per sostenere la crescita delle imprese, in particolare quelle detenute da fondi di private equity. Si stima che nelle summenzionate geografie, la quota di mercato del private debt è di circa il 50-70% (riferemento a operazioni di buyout/rifinanziamento). In Italia invece, questa cifra si riduce probabilmente intorno al 10-20%, mostrando tuttavia importanti tassi di crescita annua e di crescente penetrazione, riuscendo a ottenere sempre più quote di mercato. 

Le PMI italiane, con i loro distretti di eccelenza, vantano un know-how nei più disparati settori con imprese leader a livello globale nei relativi segmenti di mercato come l’agroalimentare, il manifatturiero, la moda, il settore farmaceutico e il turismo, tra gli altri.  La maggior parte dei settori che caraterizzano il mercato italiano sono segmenti ad alto valore aggiunto e che richiedono una capacità di innovazione costante. In questo contesto, la competizione si fa sempre piú serrata, e per potersi difendere e continuare a prosperare e distinguersi nei mercati globali, le PMI si trovano di fronte a due sfide (o opportunità) trasformazionali: il raggiungimento di dimensioni critiche attraverso il consolidamento e la digitalizzazione. 
 Il consolidamento del mercato e l’impatto della digitalizzazione

Le operazioni di fusioni e le acquisizione (M&A) possono  essere un motore di crescita molto importante per le società. I fondi di private debt forniscono prevalentemente finanziamenti senior secured per sostenere le acquisizioni e i piani di espansione, garantendo ampia flessibilità sia alle società che ai fondi private equity per poter crescere e attuare i propri piani.

La digitalizzazione rappresenta una delle principali sfide e opportunità per le PMI italiane. L’accesso ai finanziamenti tramite private debt può facilitare l’implementazione di tecnologie avanzate, migliorando l’efficienza operativa e la competitività. I fondi di private debt, infatti, offrono flessibilità e velocità di esecuzione, consentendo alle PMI di investire rapidamente in soluzioni digitali come l’automazione dei processi, l’intelligenza artificiale e le piattaforme di e-commerce.

Opportunità di investimento nel mercato small/mid cap

Il mercato delle small/mid cap offre rendimenti corretti per il rischio superiori rispetto al segmento large cap. Con una concorrenza limitata, i fondi di private debt possono investire con spread più elevati e parametri creditizi più solidi, beneficiando di tassi di insolvenza inferiori. La strategia di Eurazeo, ad esempio, si concentra su operazioni sponsorizzate, con un EBITDA compreso tra 5 e 20 milioni di euro, garantendo una maggiore protezione e flessibilità rispetto al finanziamento bancario tradizionale.

Una gestione efficace nel private debt richiede una diversificazione geografica e settoriale. Eurazeo, ad esempio, opera con uffici a Parigi, Francoforte, Londra, Madrid e (recentemente) Milano garantendo un’ampia copertura geografica. Inoltre, la strategia include un focus particolare sull’Italia, un mercato chiave con una base di investitori italiani di crescente importanza.

Il private debt in Italia

Negli ultimi anni, il mercato del private debt italiano ha visto un notevole incremento di attività. Il dinamismo e l’interesse del dealflow sono stati alimentati dall’ingresso di operatori di private equity paneuropei, dalla consolidazione di vari mercati e dalla crescente digitalizzazione. Dal 2021, questa crescita ha portato Eurazeo alla decisione di dedicare risorse in loco basate nella filiale a Milano per supportare la forte espansione, con investimenti che hanno superato i 530 milioni di euro.

L’Italia è diventata un mercato di riferimento dove  sono state realizzate operazioni importanti come l’investimento in diverse aziende locali da parte di operatori internazionali, finanziamenti a supporto di acquisizioni, e l’erogazione di unitranche per varie acquisizioni. Nonostante le condizioni di mercato sfavorevoli, nel 2023 sono stati sottoscritti finanziamenti significativi per supportare acquisizioni strategiche.

Nel 2024, Eurazeo prevede di concludere ulteriori finanziamenti, continuando a supportare il settore delle PMI in Italia. Inoltre, attraverso la strategia leveraged loans, Eurazeo ha finanziato varie aziende locali, contribuendo alla crescita e alla consolidazione del mercato italiano del private debt.

François Lacoste, Managing Partner e Head of Private Debt Eurazeo

(Fonte: IlPunto)

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