BigCommerce, 4 strade per il successo dei brand B2B grazie alla tecnologia

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La nuova guida “The Big B2B Catalog” è stata pubblicata da BigCommerce e dai suoi principali partner europei Brave Bison, Adacto | Adiacient, rb2, Actum e Blackbit

Se da un lato l’ecommerce rappresenta per i brand B2B l’opportunità di raggiungere un maggior numero di clienti e aumentare le vendite, dall’altro comporta notevoli sfide. BigCommerce per questo ha evidenziato quattro punti chiave della guida La nuova guida The Big B2B Catalog per aiutare i marchi B2B a creare un’esperienza d’acquisto senza precedenti, in grado di distinguere ogni azienda dalla concorrenza. Vediamo nel dettaglio quali sono le leve capaci di far compiere lo step decisivo ai brand.

Trend ecommerce B2B e consigli: il meglio di The Big B2B Catalog

1. Il composable commerce è il futuro del B2B, non solo un trend degli ecommerce.  In passato si è cercato di combinare diverse applicazioni specializzate per ottimizzare l’esperienza utente in ambito ecommerce (best-in-breed). Questo approccio è spesso fallito perché le interfacce tra le diverse applicazioni erano costose da creare e mantenere, e le diverse tecnologie impedivano anche un’esperienza utente coerente. L’approccio del commercio componibile promette ora di combinare i vantaggi di entrambi gli approcci, evitandone gli svantaggi. Si tratta di un front-end headless indipendente dalle applicazioni di back-end. Lo sviluppo del front-end e la continua ottimizzazione dell’esperienza utente vengono svincolati dai sistemi di back-end utilizzati, la cui sostituzione, qualora necessaria, diventa possibile. La prospettiva cambia, passando da ciò che è tecnicamente realizzabile a ciò che il cliente desidera.

2. Sviluppare nuovi canali di acquisizione. Gli eventi degli ultimi anni hanno accelerato notevolmente lo sviluppo dei canali di vendita digitali nel settore B2B, che è intrinsecamente legato a strategie e metodi di vendita più tradizionali; in ogni caso le aziende B2B possono facilmente massimizzare il potenziale di questa strategia multicanale. Parlando di social commerce, i nuovi clienti B2B sono sempre più spesso i millennial o i più giovani. Queste generazioni sono abituate a fare i loro acquisti online, pertanto è naturale raggiungere questi nuovi acquirenti sui social network, non solo LinkedIn o X, ma anche piattaforme social tipicamente legate all’infotainment come YouTube, Instagram, Facebook o TikTok. Occhio anche ai marketplace , ma bisogna trovare quello più adatto al proprio target.

3. Creare una customer experience che stimoli la fidelizzazione. L’esperienza del cliente è diventata il pilastro su cui si fondano le piattaforme di ecommerce, abbonamento e fidelizzazione. Il primo punto di contatto tra un cliente e una piattaforma online avviene attraverso la sua interfaccia utente (UI), cruciale nello sviluppo. Un fattore significativo dell’esperienza utente è la velocità del sito. Pertanto, l’implementazione di accorgimenti come la riduzione del codice, la limitazione delle richieste HTTP o l’utilizzo di una rete di distribuzione dei contenuti dedicata può assicurare un caricamento più veloce del sito web, aumentando il coinvolgimento degli utenti, riducendo la frequenza di rimbalzo e incrementando le vendite. Cosa fare allora? Offrire ai clienti B2B un’esperienza simile a quella dei clienti B2C per contribuire a semplificare il loro percorso di acquisto. Alcune delle funzionalità in grado di assicurare questo risultato sono la navigazione intuitiva, la personalizzazione e l’offerta di informazioni esaustive sui prodotti.

4. Migliorare l’efficienza e la produttività. Per rimanere competitivi, è necessario creare un ecosistema attorno alla propria piattaforma. Ciò comporta l’integrazione dei sistemi di back-office e l’utilizzo della tecnologia per la gestione dei contenuti.Le aziende B2B con soluzioni ecommerce esistenti dovrebbero concentrarsi sull’upscaling della piattaforma e sulla creazione di un ecosistema unificato. Questo obiettivo può essere raggiunto integrando una piattaforma di ecommerce con altri sistemi di back-office. Tra gli esempi di integrazione figurano: Product Information Management (PIM) per una migliore qualità dei dati sui prodotti, Content Management System (CMS) Headless per la creazione e la distribuzione di contenuti senza soluzione di continuità e un sistema di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) per un efficiente tracciamento dei dati dei clienti.

(Fonte: Innovami News)

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